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Dieta, questa sconosciuta



Quando si parla di dieta è luogo comune associare questa parola alla privazione, al privarsi di qualcosa e per questo assume una forma che tende a dare un’immagine negativa piuttosto che positiva.

In realtà parlando di dieta ci si riferisce in maniera più generale a quella che è l’alimentazione mirata e calibrata per soddisfare l’esigenza di una persona secondo l’obiettivo che questa si è prefissato: tono, benessere generale, dimagrimento, ipertrofia, prestazione atletica e così via.

In termini spiccioli non si tratta altro che di una selezione di alimenti i cui nutrienti saranno dosati e combinati nel modo migliore in base al obiettivo prefissato.

Questi nutrienti sono suddivisi in macro e micro nutrienti (o elementi)

MACRONUTRIENTI

A questa categoria appartengono
• proteine
• carboidrati
• grassi (lipidi)
• acqua (che ha un apporto calorico pari a 0)

MICRONUTRIENTI

• vitamine
• minerali
• oligoelementi

Proteine
Seconde solo all’acqua nel costituire parte della composizione del corpo, le proteine sono i mattoni che costituiscono il muscolo scheletrico.
Oltre a questa funzione plastica costituiscono anche il componente fondamentale di diversi tessuti, ricoprono il ruolo di trasportatrici di sostanze nel plasma e costituiscono una preziosa riserva per sintetizzare zuccheri quando questi sono carenti durante sforzi intensi.
Le proteine per essere assimilate vantano un’azione sul metabolismo (azione dinamico specifica: dispendio energetico per digerire e assimilare un certo elemento) pari al 30% contro il 10% dei carboidrati e il 4% dei lipidi.

Carboidrati

Costituiscono la fonte energetica primaria e più immediata del nostro corpo.
Quando sono assunti in forma troppo ridotta il nostro organismo si precipiterà a distruggere proteine per ricavarne zuccheri, ecco quindi la loro importanza nel “risparmio” delle proteine per prevenire la catabolisi del tessuto muscolare.

Oltre a costituire un fondamentale strato energetico per il sistema nervoso centrale i carboidrati costituiscono l’innesco per bruciare i grassi.

Negli ultimi anni stiamo uscendo (per fortuna, meglio tardi che mai) da quella fase dove si tendeva a ridurre se non a eliminare quasi del tutto questo nutriente per porre l’occhio su un fattore ancora più importante della semplice distribuzione dei carboidrati: l’indice glicemico.


Quest’ultimo indica la risposta dell’insulina (ormone liposintetico e ipoglicemizzante) all’ingestione di zuccheri.


Alimenti con indice glicemico alto portano a un intervento maggiore dell’insulina per contrastare l’aumento glicemico, portando l’accumulo degli zuccheri in eccesso negli adipociti rendendo più facile l’accumulo di grasso.
Il brusco abbassamento della glicemia allo stesso tempo agirà sul senso di fame incrementandolo.

Lipidi

Riserva energetica importantissima, indispensabili per il trasporto di alcune vitamine (A,D,E,K).

Molto spesso demonizzati, ma come ogni macroelemento hanno un ruolo fondamentale e al nostro organismo non devono mancare (vedi funzione di trasporto vitaminico ad esempio) piuttosto preferirne la forma insatura: gli olii.

Questa tipologia infatti favorisce la sintesi del colesterolo HDL (colesterolo “buono”) che ha la funzione di contrasto di quello LDL.

Svolgono importante funzione plastica per la costruzione, mantenimento e funzionamento della membrana cellulare.
Nei soggetti ectomorfi che svolgono allenamento pesistico costituiscono un elemento essenziale per l’accrerscimento muscolare
Da questa breve panoramica si evince l’importanza di un buon bilanciamento di ognuno di questi elementi.
Quando si parla di dieta la componente mentale la fa da padrone almeno quanto quella fisiologica.
Pertanto per riuscire a portare a termine un programma dietetico consiglio di non essere eccessivamente vincolati alla bilancia se non in una fase iniziale dove alleniamo l’occhio e prendere in cosiderazione un giorno di libertà a settimana.
Il metabolismo difficilmente subirà scompenso in un solo giorno a fronte di 6 giorni in cui siamo stati disciplinati.

Anche solo impostare delle piccole “tappe” con obiettivi reali e relativamente facili sarà un ottimo stimolo, così come il non affidarsi solo e unicamente alla bilancia ma piuttosto a un’analisi antropometrica che dia un’indicazione più precisa sulla composizione corporea (ad esempio la bioimpedenziometria).

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